Elettrodomestici che consumano anche da spenti.

Gli elettrodomestici possono consumare energia elettrica anche quando non sono in funzione, per effetto di un fenomeno denominato “assorbimento elettrico passivo”. È responsabile di quelli che potremmo indicare come consumi ‘nascosti’, piccole quantità di energia utilizzate da un dispositivo o un prodotto alimentato a corrente in modalità ‘stand-by’ o ‘riposo’. Nel nostro approfondimento, vediamo quali sono i limiti previsti dalle norme europee e quanto l’assorbimento passivo può incidere sui consumi complessivi.

Quali sono gli elettrodomestici che consumano anche da spenti?

In linea generale, i dispositivi e gli elettrodomestici che consumano anche da spenti sono quelli che restano collegati all’alimentazione elettrica in maniera più o meno permanente anche quando non vengono effettivamente utilizzati. Non rientrano in questa tipologia lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie e il forno elettrico a incasso che, per ovvie ragioni legate alla praticità di utilizzo, sono sempre connessi ad una fonte di alimentazione. Diverso il discorso per frigoriferi e congelatori a pozzetto, gli unici elettrodomestici a dover essere sempre in funzione e, di conseguenza, collegati in maniera stabile all’alimentazione elettrica.

Gli elettrodomestici e i dispositivi che, di contro, assorbono energia elettrica quando restano collegati ad una fonte di alimentazione, pur senza entrare effettivamente in funzione, sono:

  • i televisori e gli schermi elettronici;
  • i caricatori (external power supplies);
  • alcuni piccoli elettrodomestici, come la macchina del caffè o il forno a microonde;
  • le console per videogiochi;
  • le stampanti;
  • gli impianti Hi-Fi e Home Theatre;
  • condizionatori d’aria e ventilatori.

La normativa europea: i limiti sull’assorbimento energetico.

I grandi elettrodomestici, assieme ad alcuni dei dispositivi elettronici più diffusi, sono soggetti alle normative europee relative alla progettazione ecocompatibile dei prodotti ad alimentazione elettrica (Direttiva UE 2009/125). In sostanza, la commissione europea ha individuato i parametri – che vengono aggiornati periodicamente – che consentono di determinare il grado di efficienza energetica di un elettrodomestico o di un prodotto alimentato a corrente elettrica. I vari regolamenti individuano anche i limiti massimi di consumo passivo ammessi per singola categoria merceologica, in relazione a determinate caratteristiche tecniche e/o prestazionali. Fanno eccezione le console per videogame, in quanto non oggetto di regolamentazione vera e propria ma interessate da un Accordo Volontario (Games Consoles Voluntary Agreements) tra l’UE e i costruttori (Microsoft, Nintendo e Sony).

Qual è la differenza tra ‘spento’ e ‘in stand-by’?

Per quanto possa sembrare banale, questa distinzione è particolarmente rilevante a livello normativo poiché alle due modalità corrispondono soglie specifiche di assorbimento passivo. La normativa di riferimento è il Regolamento Europeo 2023/826 del 17 aprile 2023, che riporta “le specifiche di progettazione ecocompatibile per il consumo di energia nei modi spento, stand-by e stand-by in rete delle apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche”.

Secondo il Regolamento, un’apparecchiatura è in “modo stand-by” quando “è collegata alla fonte di alimentazione principale, dipende dall’energia proveniente dalla fonte di alimentazione principale per funzionare come previsto e fornisce esclusivamente una o più delle seguenti funzioni che possono continuare per un lasso di tempo indefinito: a) funzione di riattivazione; b) funzione di riattivazione con soltanto un’indicazione della funzione di riattivazione attivata; c) visualizzazione di informazioni o dello stato”.

Il “modo spento”, invece, è la condizione in cui un’apparecchiatura “è collegata alla fonte di alimentazione principale ma non esegue alcuna funzione”. La normativa distingue anche il modo “standby in rete”, definendolo come “la condizione in cui un apparecchio è in grado di ritornare a una determinata funzione grazie a un’attivazione a distanza proveniente da una connessione di rete”.

TV e display elettronici: quanto consumano da spenti?

Le norme europee che regolamentano le prestazioni energetiche di televisori e display elettronici* si applicano a tutti i prodotti con una superficie superiore a 100 cm2. I limiti da rispettare per quanto concerne l’assorbimento passivo di energia elettrica sono:

  • 0,3 W in “modo spento”;
  • 0,5 W in “modo stand-by”, con tolleranze fino a 2,2 W (0,2 W per la visualizzazione stato, 0,5 W per la disattivazione mediante sensore di presenza e 1 W per la funzionalità tattile);
  • 2 W in “modo stand-by in rete” con tolleranze fino a 7,7 W per i dispositivi HiNA (“High Network Availability”) come modem o smart hub.

 

Volendo tradurre questi numeri in termini pratici, un televisore che resta in modalità spento per gran parte della giornata (ipotizziamo 20 ore su 24) consuma 6 W mentre, nello stesso arco di tempo, se resta in stand-by assorbe almeno 10 W. Moltiplicando questo dato per 30 giorni, si può stimare un consumo ‘passivo’ su base mensile che può oscillare tra 180 W e 300 W.

I display che dispongono di funzionalità HiNA possono arrivare a consumare, nell’arco di una sola giornata, più di 180 W (circa 5,5 kW al mese) anche senza essere mai effettivamente in funzione.

Console per videogiochi: i dati sull’assorbimento passivo.

Come detto, per le console vige un Voluntary Agreement a cui aderiscono i produttori mediante iniziative di autoregolazione. Al pari dei costruttori di elettrodomestici, anche Sony, Microsoft e Nintendo forniscono informazioni specifiche circa le performance energetiche delle rispettive console. Per la Xbox Series S, ad esempio, Microsoft indica i seguenti consumi:

  • 0,4 W in modalità spento (shut down);
  • 10 W in modalità riposo (sleep mode).

 

La Sony, invece, comunica i seguenti parametri di funzionamento in low power (a bassa potenza) della Playstation 5:

  • 0,3 W in modalità riposo (rest);
  • 1 W in modalità riposo connessa ad Internet.

 

Pertanto, una console – inutilizzata ma collegata alla propria fonte di alimentazione – consuma nell’arco della giornata da un minimo di poco più di 7 W ad un massimo di 240 W.

Caricatori (external power supplies): perché vanno staccati dalla corrente.

È abitudine molto diffusa lasciare i caricatori esterni, per cellulare o laptop, attaccati alla presa di corrente anche quando il dispositivo ha completato il ciclo di carica. Così facendo, si accentua l’assorbimento passivo, dal momento che un caricatore assorbe ‘a vuoto’ (ossia quando è connesso ad una presa di corrente ma non a un dispositivo da ricaricare) tra 0,21 e 0,3 W, ovvero tra i 5 W i 7 W circa nell’arco di un’intera giornata.

Condizionatori e ventilatori: il consumo in modo ‘spento’.

La normativa europea stabilisce che il consumo di energia elettrica delle apparecchiature di condizionamento e ventilazione nelle modalità “spento” e “attesa” non deve superare la soglia di 1 W. Qualora siano dotate di funzioni per la visualizzazione delle informazioni o dello stato, l’assorbimento passivo massimo consentito è di 2 W. Tradotto in termini concreti, un condizionatore che resta spento tutto il giorno può consumare comunque tra i 24 W e i 48 W al giorno.

A quanto ammonta il consumo passivo in una giornata?

Per rispondere a questo interrogativo bisogna ipotizzare un certo numero di dispositivi ed elettrodomestici collegati alla rete di alimentazione e un arco di 24 ore di totale inutilizzo. Supponiamo che in una casa vi siano:

  • un televisore;
  • un modem;
  • due condizionatori;
  • una console;
  • due caricatori esterni.

 

Poniamo il caso, inoltre, che tutti siano collegati alla presa di corrente per l’intera giornata senza essere messi in funzione. L’assorbimento passivo può attestarsi tra un minimo di 70/80 W ad un massimo che può sfiorare i 600 W al giorno.

 

*https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019R2021

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